Quando le temperature superano i 40 gradi, le piante del balcone possono andare rapidamente in difficoltà. Gerani, surfinie, petunie e molte altre varietà restano esposte al sole per diverse ore e, a differenza delle persone, non hanno la possibilità di spostarsi in un luogo più fresco.
Proprio per questo motivo iniziano a mostrare alcuni segnali molto chiari che indicano il fatto che stanno soffrendo per il caldo eccessivo. Il problema, infatti, è che questi sintomi vengono spesso confusi con una semplice mancanza d’acqua, con una malattia oppure con il fatto di non avere il cosiddetto “pollice verde”.
In realtà, nella maggior parte dei casi si tratta di stress termico. Riconoscere questi segnali in tempo può fare davvero la differenza tra una pianta che riesce a riprendersi e una che, invece, rischia di non arrivare alla fine dell’estate.
1. Le foglie si abbassano durante le ore più calde
Il primo segnale è anche il più comune. Durante le ore centrali della giornata le foglie diventano molli, si piegano verso il basso e sembrano appassite, anche quando il terriccio è ancora umido.
Molte persone pensano subito che la pianta abbia sete e aggiungono altra acqua. In realtà questo è uno degli errori più frequenti.
Infatti la pianta utilizza questo comportamento come sistema di difesa naturale. Riducendo la superficie esposta al sole perde meno acqua e riesce a proteggersi dal caldo.
Se le foglie si riprendono al mattino presto, significa che non serve aumentare l’irrigazione. Al contrario, troppa acqua può soffocare le radici e peggiorare il problema.
In questo caso la soluzione migliore è:
- creare ombra nelle ore più calde;
- evitare di annaffiare inutilmente;
- controllare che il terriccio non sia già umido.
2. Le punte delle foglie diventano secche e marroni
Un altro segnale molto evidente riguarda i bordi e le punte delle foglie.
Queste parti iniziano a diventare marroni, secche e rigide, quasi come se fossero state bruciate dal fuoco.
Il motivo è semplice. La pianta, infatti, non riesce più a trasportare abbastanza acqua fino alle estremità delle foglie mentre continua a perdere umidità sotto il sole intenso.
Di conseguenza sacrifica prima le parti più lontane dalle radici. Questo è un chiaro segnale del fatto che il caldo ha ormai superato il livello che la pianta riesce a sopportare.
3. Fiori e boccioli cadono all’improvviso
Chi coltiva gerani, surfinie o petunie nota spesso che i fiori e i boccioli iniziano a cadere improvvisamente.
Questo può accadere:
- prima che il fiore si apra;
- subito dopo la fioritura.
Anche se sembra un peggioramento improvviso, in realtà la pianta sta cercando di sopravvivere.
Infatti elimina la parte che richiede più energia e concentra tutte le risorse disponibili sulla propria sopravvivenza. Proprio per questo motivo la caduta dei fiori rappresenta uno dei segnali più evidenti dello stress termico.
4. Compaiono macchie chiare sulle foglie
Un altro sintomo molto importante è la comparsa di macchie bianche, chiare o scolorite sulle foglie, soprattutto nella parte esposta al sole del pomeriggio.
A differenza delle foglie secche ai bordi, queste macchie si trovano nella parte centrale e hanno l’aspetto di vere e proprie scottature solari.
Tra l’altro esiste un errore che può peggiorare ulteriormente la situazione.
Molte persone bagnano le foglie nelle ore più calde della giornata, ma le gocce d’acqua possono funzionare come piccole lenti che concentrano i raggi del sole e aumentano le bruciature.
Per questo motivo è importante:
- annaffiare sempre alla base della pianta;
- evitare di bagnare le foglie;
- non irrigare mai nelle ore centrali della giornata.
5. La pianta smette completamente di crescere
L’ultimo segnale è meno evidente ma è altrettanto importante.
La pianta smette di produrre nuove foglie e nuovi boccioli e sembra che la crescita si sia completamente fermata.
Questo succede perché, per proteggersi dal caldo, la pianta chiude gli stomi, rallenta la traspirazione e, di conseguenza, riduce anche la fotosintesi.
In pratica entra in una modalità di sopravvivenza e aspetta che le temperature diventino più favorevoli prima di ricominciare a crescere.
Cosa fare subito per aiutare le piante
Una volta riconosciuti questi segnali è importante intervenire nel modo corretto.
La prima cosa da fare è ridurre l’esposizione diretta al sole.
Si possono spostare i vasi in una zona più riparata oppure utilizzare un telo ombreggiante, una tenda o anche un semplice ombrellone.
Anche poche ore di ombra durante la parte più calda della giornata possono ridurre notevolmente lo stress della pianta.
Attenzione anche al vaso
Molte persone si concentrano solo sulle foglie, ma il problema può riguardare anche il vaso.
Infatti un vaso scuro lasciato sotto il sole può superare i 50 gradi al suo interno e riscaldare eccessivamente le radici.
Per limitare questo rischio è consigliabile:
- utilizzare un vaso chiaro;
- proteggere il vaso con un secondo contenitore;
- applicare uno strato di pacciamatura sulla superficie del terreno.
In questo modo le radici rimangono più fresche anche durante le giornate più calde.
Quando annaffiare le piante
Anche il momento dell’irrigazione è molto importante.
L’acqua dovrebbe essere data:
- all’alba;
- dopo il tramonto;
- direttamente sul terreno;
- evitando sempre le foglie.
È invece meglio non annaffiare durante le ore centrali della giornata.
Due errori da evitare assolutamente
Durante un’ondata di caldo intenso ci sono due interventi che è meglio rimandare.
Non bisogna potare subito le foglie bruciate. Anche se sembrano rovinate, continuano comunque a proteggere le foglie più giovani dal sole. Le parti secche potranno essere eliminate a settembre.
Non bisogna nemmeno rinvasare la pianta. Con temperature vicine ai 40 gradi, togliere la pianta dal vaso provoca un forte stress alle radici e può compromettere la sua sopravvivenza. Per questo motivo il rinvaso dovrebbe essere rimandato all’autunno.
Nei periodi di caldo estremo, infatti, le piante hanno soprattutto bisogno di ombra, protezione, irrigazione corretta e un po’ di pazienza, evitando interventi troppo drastici.